ACCUMULO

Ask me anything   Rebecca.

Anonymous asked: E come si fa a scoprire? Io non ti conosco e mi piacerebbe molto continuare a leggerti.


Answer:

Se mi scrivi senza anonimo potrei anche risponderti

— 1 month ago
Anonymous asked: Quale sarà il nome del tuo prossimo blog?


Answer:

C’è già il nuovo blog ma il nome va scoperto

— 2 months ago
Anonymous asked: e fai proprio bene a smettere di scrivere. roba da terza media.


Answer:

Sorrata

— 2 months ago with 4 notes
Anonymous asked: Non andartene Ammasso, sei tutti noi..


Answer:

non me ne vado, creo solo un nuovo blog che spero non trovi nessuno che conosco (tranne Monica ovviamente). sono successi troppi casini a causa di questo blog, ma non penso lo eliminerò, smetterò solo di scrivere qua.

— 2 months ago with 3 notes
Arrivederci

Credo che eliminerò questo blog per crearne uno nuovo. Troppe persone lo hanno scoperto e poi letto e mi sono rotta di dare spiegazioni perché non ce ne sono. Tutto quello che ho scritto è la pura e semplice verità, tutto quello che c’è sono io, sono io con tutti i miei problemi. Domani eliminerò il blog, intanto vorrei dire delle ultime cose qua e ho deciso che le scriverò perché tanto ormai sapete abbastanza di me.
Sono nata il 7 ottobre del 1996 ho passato i primi anni della mia vita a combattere contro due me, una me pacata e l’altra che avrebbe voluto fare tutto subito, saltare tutte le tappe. Le due me si sono fuse in una sola ed eccomi qui. I miei cinque anni di elementari furono orribili, mi dicevano che ero un mostro che ero inutile che ero viziata e troppo per bene. In quarta elementare, per scappare da queste convenzioni, filmai una mia amica col telefonino mentre si spogliava nel bagno della scuola. Fui castigata a vita, tuttora sono in castigo. I tre anni di medie furono anche peggio, non avevo un’amica e una ragazzina della mia classe, considerata la più bella della scuola, mi insultava alle spalle dicendo che ero solo una brutta Troia. Iniziai a crearmi degli amici immaginari e li creai così bene che mi convinsi delle loro esistenza a tal punto che ne parlavo con chiunque. Furono anni orribili. Al liceo sperai andasse meglio, ma in realtà tutto andava peggiorando. I miei amici immaginari comparivano ogni tanto e io li cacciavo via, ma iniziarono a persistere, tanto che iniziai ad avere crisi di panico. Poi ci fu il tracollo finale nell’ottobre del 2012 e iniziai a degenerare. Le mie amiche mi dicevano che ero grassa, io smisi di mangiare, svenni più volte a scuola. Tradii il mio ragazzo con uno con il quale mi ero da sempre giurata di non andare e poi lasciai anche questo e mi misi con colui che ora è una delle persone più importanti della mia vita. Nel frattempo della scuola non me ne importava più una ricca sega, iniziai a strafarmi di canne mattina pomeriggio e sera e non me ne fregava più di nulla. Trovai l’amore in varie cose e lo persi poco dopo. Mi misi con G1 e andò a puttane (e iniziai a bere, ora sono alcolizzata), con G2 andò a puttane, con G3 andò a puttane e con S andò a puttane. Andò a puttane con tutti e io iniziai a odiarmi ancora di più senza conoscere il sentimento nel suo insieme. Mi iniziai a fare male, iniziai a tagliarmi, pensai più volte al suicidio. Senza mai arrivarci. Trovai aiuto nella mia insegnate d’italiano e in Monica che è tutto ciò che di bello mi sia mai potuto capitare. Trovai sollievo nello scrivere e nel dipingere, più tardi anche nel suonare la chitarra. Trovai l’amore nell’arte e amicizia in un libro : lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Ricercai me stessa ma tuttora non sono riuscita a ritrovarla. Ricercai la mia felicità ma anche quella non l’ho ancora trovata. Ora mi trovo qui, mi trovo a scrivere dopo l’ennesima delusione della mia vita, ho confessato a una ragazza che non mi è mai stata simpatica che inizierò a breve ad andare dallo psicologo e mi viene da piangere così tanto che vorrei morire. Soffro del disturbo istrionico di personalità e del disturbo borderline di personalità.
Mi sento con Antonio e mi piace.
Voglio scoprire Riccardo.
E Giacomo è persistente come le mie paranoie e non voglio se ne vada anche se dico il contrario.
E mamma mi ha posto per l’ennesima volta la domanda “perché fumi?”
Io avrei voluto rispondere “perché voglio uccidermi.”

— 2 months ago with 17 notes
#ammasso  #ciao ciao  #blog 
feniceeudemonista:

Sta piovendo e non ti vuoi svegliare

Volevo vedere le tue belle tettine

feniceeudemonista:

Sta piovendo e non ti vuoi svegliare

Volevo vedere le tue belle tettine

— 2 months ago with 14 notes

Tramonteremo insieme come solo chi non ama sa fare

— 2 months ago with 3 notes
#ammasso 

Tutti i miei jeans hanno delle macchie di pittura e mi piacciono tanto

— 2 months ago with 3 notes
#ammasso 
aestheticgoddess:

Andy Warhol, Details of Renaissance Paintings (Sandro Botticelli, Birth of Venus, 1482), 1984

aestheticgoddess:

Andy Warhol, Details of Renaissance Paintings (Sandro Botticelli, Birth of Venus, 1482), 1984

(via 7887)

— 2 months ago with 16670 notes

Ho una cosa da dire, mi è tornata in mente ora e voglio dirla. Quando quest’estate lessi il tuo libro mi rimase impresso nella mente, oltre al personaggio nel suo complesso, il nome. Non sto parlando del protagonista, sto parlando di Ambra. Ho scritto qualcosa riguardo quel nome, quel nome che mi è rimasto dentro. Ci sono nomi che mi piacciono e nomi che non mi piacciono, fino a quel momento Ambra era rientrato nella seconda categoria. Poi leggendo il tuo libro ho dato ad Ambra un nuovo significato e ho scritto la mia storia chiamandomi Ambra. Perché io sono come la pietra, l’ambra. Così scrissi questo :
Questa è la storia di Ambra, non so se avete presente l’ambra, la pietra intendo, è lucente e ottima conduttrice di elettricità. Ed Ambra era elettrica nei suoi diciassette anni. La vita le andava sempre al contrario di come lei voleva e le dava certe botte che ormai lei era diventata insensibile. Non sentiva freddo d’inverno né caldo d’estate, non sentiva nemmeno la mancanza della sensazioni, aveva associato le sensazioni al dolore e lei detestava il dolore.
L’ambra è una pietra fossile, al suo interno rimangono intrappolati tanti piccoli insetti. E Ambra si sentiva così, si sentiva come una pietra che intrappola, ma lei, invece degli insetti, intrappolava le persone e poi non se ne curava più, le lasciava al suo interno e le guardava morire.
Ambra voleva essere odiata, lo desiderava più del dicibile. Voleva essere odiata fino alla morte, fino alle lacrime, fino alla noia. Ma c’era un’altra cosa che voleva ed era amare. Era un sentimento a lei estraneo l’amore e voleva provarlo. Voleva star male fino a desiderare di morire e star bene fino a desiderare di morire. Ma ormai era insensibile e restava nell’ignoranza di ciò che fosse davvero quell’emozione.
Ambra non amava né odiava, ma odiava sé stessa per il semplice fatto che lei era come l’ambra.
E così moriva di una morte lenta e lacerante dentro, restando priva di ciò che tanto faceva soffrire gli altri, restando priva dell’amore.
E magari faceva quasi più male la morte di Ambra piuttosto che quella degli altri ogni giorno.

— 2 months ago with 10 notes
#ammasso  #R 
Io non ci penso alle cose

Io non ci penso alle cose

— 2 months ago with 7 notes
#ammasso  #G2 

Sto aspettando che tornino i miei dalla loro passeggiata e nel frattempo leggo. Domani torno e voglio andare a cena con Monica al cinese tanto perché amo puzzare di fritto. Settimana prossima sarà un inferno ma per ora non voglio pensarci più di tanto, preferirei ubriacarmi stasera ma i miei sono una rottura di coglioni con le gambe. Ieri sera ho addebitato due grappe sulla stanza 108 (la mia è la 304). Stasera andrò a pattinare con le mie cugine, un tempo ero brava ora non so.
Mi annoio a morte !

— 2 months ago with 3 notes
#ammasso 

Sto guardando Amistad con mamma e mi viene da piangere

— 2 months ago with 3 notes
#ammasso